venerdì 17 ottobre 2008

Ostia, i ragazzi di vita al posto delle lucciole


di Giulio ManciniROMA (16 ottobre) - Difficile multarli, come prescrive l’ordinanza anti-prostituzione, che fa riferimento ai «un abbigliamento indecoroso e indecente», che diventa «motivo di distrazione per gli utenti della strada e causa di frequenti incidenti stradali». Impossibile intercettarli durante la trattativa perché tra persone dello stesso sesso e gli argomenti di conversazione potrebbero essere i più disparati e raramente contestabili da parte degli agenti impegnati nel servizio. Nella pineta di Castelfusano, pressoché sparite le lucciole, l’emergenza ora è quella della prostituzione maschile. Scendono a frotte i ”ragazzi di vita”, soprattutto nel pomeriggio. Sciamano su via del Gran Pavese, a ridosso della Colombo, oppure si sistemano nei pressi delle fermate dell’autobus per confondere le acque. Sono tanti ed aumentano di giorno in giorno, sino a destare qualche preoccupazione anche tra gli operatori delle forze dell’ordine. La polizia, su indicazione dell’amministrazione municipale, tiene d’occhio la situazione in attesa di poter scattare con un blitz in grande stile, con mezzi e uomini in numero adeguato. A distanza di un mese dalla sua emanazione, l’ordinanza comunale anti-lucciole ha prodotto buoni risultati anche sulla Litoranea e nei viali della pineta di Ostia. Le poche prostitute ed i trans che osano continuare nel mercato del sesso sono vestite di tutto punto, coperte da gambe al collo, oppure appaiono per poche decine di minuti per scomparire subito al primo passaggio dei lampeggianti di polizia e carabinieri. Il loro posto, però, è stato preso dai ragazzi di vita. «E’ un fenomeno inquietante», evidenziano dalla Caritas diocesiana. I protagonisti dello squallido mercato sono soprattutto giovani dell’Est Europa, quasi esclusivamente romeni, e hanno un'età compresa tra i 16 ed i 30 anni. Il loro prezzo medio oscilla dai 20 euro ai 40 euro a prestazione. Li si può trovare a Castelfusano soprattutto nel pomeriggio, anche se non è improbabile imbattersi in alcuni di loro anche il sabato mattina. Via del Gran Pavese, via del Lido di Castelporziano, via Villa di Plinio per i loro clienti, generalmente italiani di mezza età, sono diventati gli ”scaffali” di una sorta di supermercato del sesso gay. I clienti accostano con l’auto, parcheggiano ai margini della Colombo e percorrono a piedi le poche decine di metri che li separano dai giovani. La trattativa è breve, condotta “en plein air”, senza troppe cautele rispetto ai tanti podisti, ai numerosi cicloamatori o alle mamme che fruiscono della pineta con i loro bambini. Conclusi gli accordi, poi ”gigolò” e compagno di avventura scivolano nel sottobosco e si infrattano, come si usa dire a Roma. urante l’estate, con la vigilanza più serrata legata alla lotta contro i piromani nella pineta, il fenomeno era rarefatto e molto più discreto. «Con l’allentamento del piano antincendio, la riduzione del numero di militari dislocati lungo il perimetro del parco e lo smantellamento del presidio interforze -indicano dalle associazioni di tutela della pineta di Castelfusano - il fenomeno della prostituzione maschile è diventato molto più spregiudicato ed esteso».

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